Parquet da esterno. Quello che c’è da sapere!

Gli alberi rinvigoriscono, i fiori si schiudono, l’edera si accende di verde intenso e le giornate si allungano. Anche Milano ha una luce diversa con l’aria primaverile. Finalmente incominciamo a goderci le calde giornate di sole e soprattutto il parquet in esterno che rende più bella e confortevole la nostra terrazza di casa!

Il legno per le sue caratteristiche intrinseche di durezza e durabilità è il materiale ideale per essere utilizzato in esterno. Basti pensare alle costruzioni navali, ai gozzi e i pescherecci in legno. Inoltre, uno degli esempi più significativi è quello di Venezia, splendida città sorretta da una fitta rete di pali in legno di Quercia e Larice, che non marciscono anche a distanza di centinaia di anni, grazie alla presenza di fanghiglia che blocca il passaggio dell’ossigeno e l’avanzamento dei fenomeni degradativi.
Dunque, tra bordi piscina, porticati, passerelle in giardino, ponti di yacht, sono innumerevoli le richieste di utilizzo del legno per le pavimentazioni esterne, ed è così che il terrazzo diventa salotto all’aperto, la piscina s’ingentilisce e il giardino disegna romantici sentieri.

Quali sono le specie legnose consigliate in esterno?

In natura esistono alcune specie legnose che si prestano particolarmente bene per l’uso in esterno, in quanto presentano un’elevata durabilità che consente loro di resistere alla degradazione indotta da sollecitazioni ambientali e biologiche.
Ad oggi il mercato offre diverse specie note ed altre più selezionate, tra cui l’Ipè, il Teak, il Garapa, l’Iroko, il Frassino Thermo e l’Accoya.
Dall’aspetto caldo ed elegante l’Ipè si presenta con toni di colore che vanno dal marrone al verde oliva e rossastro. Originario delle foreste del sud America è molto apprezzato per la sua notevole resistenza in esterno. Delle stesse origini ma dalla colorazione più chiara è il legno Garapa, generalmente destinato alle realizzazioni di pavimentazioni di piccole/medie dimensioni ma anche per rivestimenti in verticale, di pareti o facciate. Non è da meno il legno Iroko che si distingue per la sua buona stabilità e tolleranza agli sbalzi di temperatura. Proviene dalle foreste dell’Africa equatoriale e si presenta con toni di colore che vanno dal verde al giallo bruno che nel tempo tendono a scurire molto fino a diventare color caffè.
Il Teak di migliore qualità ha invece origine nei paesi asiatici. È noto per il suo pregio e le notevoli caratteristiche tecniche che lo rendono ideale per gli esterni. Dal colore bruno-giallastro al bruno intenso è un legno che dura nel tempo e che assicura una eccezionale stabilità e resistenza, soprattutto all’umidità. Non a caso è il legno più utilizzato per l’impiego nell’industria navale.
Ma veniamo ora ai legni europei di cui vantiamo sicuramente il Frassino termotrattato, ottimo legno certificato, proveniente dal Nord Europa con una buona stabilità e un’elevata durezza. Conferisce eleganza e naturalezza agli ambienti grazie al termo-trattamento che ne risalta le venature e lo rende durevole. Ultimo ma non ultimo il legno Accoya è sicuramente un’essenza dalle notevoli qualità. Si potrebbe definire (a livello di prestazioni) la risposta europea al Teak! Certificato ed interamente prodotto con materie prime sostenibili e gestite in maniera ottimale, è un legno ad elevate prestazioni che garantisce durabilità e stabilità nel tempo, resistenza a funghi, insetti, raggi UVA, duttilità e sostenibilità in quanto atossico, ossia che non ha bisogno di essere trattato con additivi chimici. È inoltre garantito 50 anni all’aperto e 25 anni interrato o/a contatto con acqua dolce.

Ad ogni modo nella scelta del tipo di essenza legnosa è importante valutare sempre l’impiego che se ne deve fare: sicuramente il Teak insieme all’Accoya, per le loro caratteristiche tecniche, possono essere la scelta ideale anche per una pavimentazione a bordo piscina. Inoltre l’Accoya può essere utilizzato per meravigliosi rivestimenti verticali illuminati.

Perché il legno in esterno ingrigisce?

Con il tempo e con l’azione dei raggi solari, se lasciati invecchiare naturalmente, tutti i legni in esterno tendono ad assumere una tonalità di colore che vira nel grigio-argento. Colore naturale e cittadino, che si sposa perfettamente con piante e fiori che arricchiscono verande e terrazze.
Questa variazione di colore è dovuta a diversi fattori, in particolare all’alternarsi dell’azione del sole e dell’acqua.
Il processo di assorbimento dei raggi ultravioletti da parte del legno, provoca la diminuzione dei pigmenti e coloranti presenti nella lignina, pertanto ingrigisce. Ad ogni modo il sole e l’alternanza delle stagioni non devono essere motivo di preoccupazione per un pavimento in legno all’esterno, basta effettuare una corretta manutenzione periodica. A seconda della scelta estetica desiderata, la vita del vostro parquet in esterni può essere allungata trattando semplicemente il parquet con specifici oli (max 1 o 2 volte all’anno). Alcuni tipi hanno necessità di essere protetti anche per ridurre il rischio di formazione di funghi, che ne alterano lo stato di salute.

Quali tecniche di montaggio sono previste in esterno?

Quando parliamo di parquet da esterno esistono svariate soluzioni. Il sistema a maxigriglie (in listoni paralleli), è sicuramente uno dei migliori. La posa è semplice e si ottiene appoggiando le maxigriglie sui “piedini” ed incastrandole tra di loro. La struttura ha uno spessore totale di circa 40 mm ed una lunghezza di circa 2 m. La parte sottostante è composta da traversi portanti sovradimensionati in legno avvitati con viti nascoste di acciaio inox.
È importante che tra una tavola e l’altra venga lasciato uno spazio minimo che consenta il regolare deflusso dell’acqua ed una corretta traspirazione dell’aria onde evitare che il legno si alteri in forma e struttura.
Nei sistemi tradizionali con clips fissate su traversi, le doghe utilizzate devono avere apposite scanalature per permettere l’incastro delle clips. Questo sistema di fissaggio non è particolarmente consigliabile quando si utilizzano listoni di grande formato in quanto le clips lasciando libero movimento alle doghe potrebbero facilitare svergolamenti antiestetici (deformazioni delle superfici e rotture degli incastri). Onde evitare deformazioni del legno è importante assicurarsi che la specie legnosa scelta sia adeguata alla destinazione d’uso e al metodo costruttivo. Occorre in questo caso utilizzare specie legnose meno “nervose” e doghe con larghezze ridotte.
Un montaggio corretto, effettuato con soluzioni tecniche migliori e più recenti assicura un prodotto forte e naturale come il primo giorno.
Altro sistema performante è la tecnica con l’utilizzo di placchette e viti diagonali. Questo sistema di montaggio è più solido rispetto al sistema tradizionale con clips e meglio ingegnerizzato da un punto di vista costruttivo. Contrariamente ad altri sistemi di fissaggio invisibili l’utilizzo di viti a scomparsa posizionate diagonalmente tra un listone e l’altro, oltre a mantenere un ottimo aspetto consente una corretta tecnica in caso fosse necessario effettuare riparazioni, consentendone al contempo il libero movimento naturale della materia.

Che tipo di manutenzione annuale è richiesta per un parquet in esterno?

Oltre alla normale pulizia del pavimento (spazzolone con straccio o un mocio, e un prodotto detergente specifico) per la semplice manutenzione ordinaria del parquet in esterno è consigliato l’utilizzo di uno specifico olio manutentivo che dona lucentezza e protegge il pavimento dalle sollecitazioni ambientali. Per chi lo desidera è possibile ripristinare il tono originale del colore del legno rimuovendo la patina: in tal caso è necessario il passaggio di una monospazzola e successivamente la stesura di un olio manutentivo.

 

 

Umberto B.

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