Parquet e umidità: il caso del legno massello

<<…Laudato si, mi Signore, per sor Aqua, la quale è molto utile e umile e preziosa e casta…>>  

Sapevate che la cara e preziosa acqua è uno dei fattori principali che influenzano le caratteristiche fisiche e meccaniche del legno?
L’umidità condiziona la nostra salute e benessere, ma non solo, influisce anche sui movimenti del legno, che, in quanto materia viva e con grandi proprietà igroscopiche ha la capacità di scambiare la sua umidità interna con quella dell’ambiente in cui si trova.
Dunque i movimenti del legno dipendono dalla quantità di umidità contenuta al suo interno in relazione alla temperatura e all’umidità relativa dell’aria ambientale. (Per umidità relativa si intende il rapporto tra la quantità di acqua presente nell’aria e la quantità di acqua che l’aria è capace di contenere ad una data temperatura e una data pressione).

Quando l’albero è in vita può contenere al suo interno (a seconda della specie legnosa e dell’ambiente di crescita) oltre il 100% di umidità del proprio peso secco. Parte di questa grande quantità di acqua è contenuta nei lumi cellulari e parte è legata alle pareti delle cellule. Nel periodo successivo all’abbattimento avviene la fuoriuscita dell’acqua contenuta nei lumi cellulari, causando la perdita di peso del tronco ma non di volume.
Soltanto quando il legno raggiunge valori di umidità intorno al 20% inizia a fuoriuscire anche l’acqua contenuta nelle pareti cellulari ed ulteriori perdite di umidità oltre questa soglia causano la diminuzione del volume ed il conseguente fenomeno del ritiro.
Il legno tende ad equilibrare la sua umidità con quella dell’ambiente in cui si trova. Praticamente il processo di ritiro e rigonfiamento non cessano mai.
In condizione di umidità relativa molto alta il legno assorbe più acqua dall’atmosfera e gli strati tendono a dilatarsi ed aprirsi, viceversa quando l’umidità relativa dell’aria scende, il legno perde umidità e tende a restringersi e fessurarsi (un esempio concreto sono i legni masselli il cui movimento può essere piuttosto marcato). Per questo motivo è importante effettuare controlli adeguati dell’umidità relativa e la temperatura ambientale, prima, durante e dopo la posa del parquet!

PRIMA DELLA POSA è necessario fare attenzione che non sia presente un eccessivo tasso di umidità nel sottofondo, nelle mura di un’abitazione e nell’aria, e che siano assenti infiltrazioni che potrebbero influenzare la resa del parquet.
NEL PERIODO SUCCESSIVO ALLA POSA è necessario evitare che i valori di umidità siano troppo bassi. Soprattutto nel periodo invernale. Un consiglio può essere quello di fare arieggiare gli ambienti ed eventualmente utilizzare umidificatori a basso consumo attraverso i quali è possibile ristabilire i valori adeguati di comfort ambientale.
Naturalmente l’umidità può variare nello stesso locale. In genere la maggiore concentrazione si verifica nelle vicinanze di finestre o fonti di calore.
Spesso si sottovaluta che la rapida escursione termoigrometrica, come ad esempio la fase di accensione del riscaldamento o la mancanza di un’adeguata e costante umidificazione dell’ambiente sia la maggiore fonte di stress per un pavimento in legno.
La normativa tecnica vigente (UNI EN 13489) prevede per i parquet in legno massello un’umidità del 9% +/- 2%, e per lo strato nobile dei parquet multistrato un’umidità del 7% +/- 2%.

Parquet in legno massello:

Il parquet in legno massello, è costituito interamente da legno nobile ricavato da un unico blocco solido di legno senza altri strati di supporto. Per questo motivo è maggiormente soggetto a deformazioni rispetto ad un parquet multistrato.
Materiali stratificati come prefiniti, costituiti da uno strato superiore di legno nobile incollato su un supporto di legno povero rimangono più stabili. Tuttavia, è importante ricordare sempre che il legno è un prodotto naturale e come tale presenta il rischio di formazioni di piccole crepe fessure, e che d’altronde queste caratteristiche sono le peculiarità intrinseche nella natura del parquet.
Il legno massello essendo un prodotto che potremmo definire davvero tradizionale, non è mai tramontato per l’uso nelle pavimentazioni, ma impone precise regole che garantiscono il risultato finale. Quando si posa un parquet di tipo massiccio, dopo la posa e prima del trattamento è bene attendere almeno 15-20 giorni. Ciò permette al materiale legno di adattarsi al meglio all’ambiente in cui questo andrà a vivere. Un’altra regola fondamentale è la dimensione: la sezione ideale sarebbe di forma quadrata, sebbene sia paradossale pensare di poterla applicare per una pavimentazione, è necessaria infatti una fase di sopralluogo preliminare per rilevare tutti i dati ambientali necessari a una corretta installazione, riservando così una soluzione su misura.
I suoi movimenti sono, se vogliamo, la sua intima particolarità. L’imperfezione e la manualità di colui che ci lavora rappresentano la pura bellezza del materiale.

Come misuriamo l’umidità?

È sufficiente dotarsi di un igrometro, avendo cura di controllare periodicamente che l’umidità dell’aria oscilli tra il 45-55% a temperatura di circa 20-21°C. In caso di valori ambientali troppo bassi (in particolare per l’inverno), si trovano in commercio ottimi umidificatori a basso consumo attraverso i quali è possibile ristabilire i valori di comfort corretti.

È importante ricordare che al di là di tutte le precauzioni e le buone pratiche, quando i materiali hanno un contenuto autentico, là sorgono realizzazioni vere e corrispondenti alla loro essenza. La reale riuscita di un buon pavimento in legno è data dal giusto equilibrio tra molti fattori: qualità della materia, profonda professionalità nella fase di montaggio, assistenza continua, precisione e tanta passione!

 

Umberto B.

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